LINEE DI RICERCA
La principale area di interesse del laboratorio riguarda le malattie
autoimmuni (cirrosi biliare primitiva e colangite sclerosante primitiva) e neoplastiche
(colangiocarcinoma) dell’epitelio biliare. In particolare, il laboratorio è coinvolto (1) nello
studio della prevalenza ed incidenza di queste malattie in diverse aree geografiche, (2) nella
definizione dei fattori genetici ed ambientali alla base dell’aggressione autoimmune diretta contro
le vie biliari e dello sviluppo del colangiocarcinoma, (3) nella identificazione di nuovi marcatori
diagnostici e prognostici e (4) nello studio della storia naturale.
Alcune specifiche aree di interesse del laboratorio:
Ruolo dei cromosomi sessuali nell’autoimmunità
E’ stata proposta la teoria che l’aploinsufficienza (ridotto dosaggio
genico-proteico) di specifici geni localizzati sul cromosoma X abbia un ruolo chiave nella perdità
della tolleranza immunitaria e quindi nello sviluppo delle malattie autoimmuni. Si è inizialmente
dimostrata la presenza di un numero molto maggiore di cellule circolanti (soprattutto linfociti B e
T) con un solo cromosoma X (monosomia X) in donne affette da cirrosi biliare primitiva rispetto a
donne sane di simile età. A questo primo riscontro di un importante difetto genetico dei cromosomi
sessuali, è seguita la dimostrazione di una elevata frequenza di cellule monosomiche in altre due
malattie autoimmuni, la sclerosi sistemica e la tiroidite autoimmune, ciò a suggerire che difetti
dei cromosomi sessuali giochino un ruolo chiave nell’autoimmunità in generale. Più recentemente si
è dimostrato in pazienti affetti da cirrosi biliare primitiva che l’aumentata monosomia X è dovuta
alla perdita preferenziale di uno dei due cromosomi X; ancora non sappiamo se prevalentemente
quello di origine paterna o materna. Attualmente, sono in corso studi di espressione genica e di
controllo epigenetico in coppie di gemelli discordanti per la malattia finalizzati ad identificare
i geni del cromosoma X responsabili di queste malattie.
Fattori genetici nella cirrosi biliare primitiva
Abbiamo contribuito a dimostrare il ruolo fondamentale di fattori
genetici nella suscettibilità allo sviluppo e progressione della malattia. Di rilievo è stata la
dimostrazione di una alta concordanza di malattia tra gemelli monozigoti affetti. Inoltre, abbiamo
descritto l’associazione tra la malattia e specifici alleli HLA di classe II.
Marcatori prognostici per la cirrosi biliare primitiva
Il laboratorio è interessato a valutare il significato clinico di
autoanticorpi sierici. Circa un terzo dei pazienti affetti da cirrosi biliare primitiva presentano
autoanticorpi sierici diretti contro proteine nucleari (anti-nucleo). E’ inoltre noto che due
classi di anti-nucleo sono specifici per questa colangiopatia autoimmune. Abbiamo dimostrato che
una di queste classi di anti-nucleo, quelli diretti contro alcune proteine del complesso del poro
nucleare (anti-NPC) sono ottimi marcatori prognostici per pazienti affetti da cirrosi biliare
primitiva in stadio iniziale di malattia. Sono attualmente in corso studi per identificare
eventuali modificazioni molecolari di specifici antigeni nucleari nell’epitelio biliare (organo
bersaglio nelle colangiopatie autoimmuni), che possano spiegare l’origine dell’aggressione
autoimmune.
Colangiocarcinoma
Il laboratorio ha contribuito a dimostrare il ruolo di alterazioni
metabolismo della serotonina e degli oppioidi nello sviluppo del colangiocarcinoma. Stiamo inoltre
studiando diversi possibili nuovi marcatori diagnostici utili per identificare il
colangiocarcinoma, raro tumore delle vie biliari spesso diagnosticato in fasi avanzate della
malattia.
Immunità e nutrizione
Abbiamo recentemente iniziato una linea di ricerca dedicata alla
definizione del ruolo di fattori nutrizionali sulla funzione immunitaria e l’infiammazione cronica
cose si osserva nella steatoepatite non alcolica. |