Barbara Bottazzi è nata a Milano nel 1956. Dopo la laurea
in Scienze Biologiche, conseguita nel 1980 presso l’Università di Pavia, ha frequentato l’Istituto
di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, inserendosi nel gruppo di lavoro del prof. Alberto
Mantovani e conseguendo la specializzazione in Ricerche Farmacologiche (1983). Tra il 1985 e il
1986 ha trascorso un anno negli Stati Uniti lavorando presso il Laboratory of Molecular
Immunoregulation della Frederick Cancer Research Facility, facente parte del National Institute of
Health. Al rientro in Italia ha continuato la sua esperienza lavorativa presso il laboratorio di
Immunologia dell’Istituto Mario Negri, inizialmente grazie a una borsa di studio della Associazione
Italiana per la Ricerca su Cancro e poi come Ricercatore senior. Nel settembre 2005 ha lasciato l’I
stituto Mario Negri per seguire il prof. Mantovani all’Istituto Clinico Humanitas, dove è
responsabile del laboratorio di Immunofarmacologia.
Nel gruppo del prof. Mantovani si è interessata di immunità innata, occupandosi
inizialmente dei meccanismi di reclutamento dei macrofagi tumore-associati e contribuendo all’i
dentificazione di MCP-1, la prima chemochina identificata in grado di determinare la risposta
chemiotattica dei monociti/macrofagi. Agli inizi degli anni novanta, con l’identificazione della
pentraxina lunga PTX3, ha iniziato ad occuparsi della caratterizzazione biochimica e biologica
della proteina, contribuendo alla produzione della proteina ricombinante e alla generazione di
anticorpi in grado di riconoscerla, nonché alla definizione del suo ruolo biologico come recettore
solubile dell’immunità innata.
Attualmente il principale argomento di studio riguarda il cosiddetto “interactoma”. PTX3 è
infatti in grado di interagire con molte altre proteine e la caratterizzazione di queste
interazioni è fondamentale nella definizione del ruolo biologico della proteina. Dal 2003, grazie
al finanziamento da parte della UICC (International Union against Cancer) e di EMBO (European
Molecular Biology Organization), è stata attivata una collaborazione con la “Sir William Dunn
School of Pathology” dell’Università di Oxford (Regno Unito), diretta dal prof. Siamon Gordon, e
con l’Innate Immunity Group dell’Università di Città del Capo (Sud Africa), diretto dal dr. Gordon
Brown allo scopo di identificare un possibile recettore cellulare per PTX3.