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2 e 9 Marzo 2005 - h. 20.00
INCONTRI DI AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PER FARMACISTI ANNO 2005

INCONTRI DI AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PER FARMACISTI
ANNO 2005

2 e 9 Marzo 2005 - h. 20.00

SEDE DELL'INCONTRO:
Auditorium
Istituto Clinico Humanitas

INCONTRI DI AGGIORNAMENTO IN GINECOLOGIA

“ENDOMETRIOSI”

responsabile scientifico
Dott. Umberto Radaelli
Resp. U.O di Ginecologia
Istituto Clinico Humanitas 


ABSTRACT

L' endometriosi è una patologia caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale al di fuori della cavità uterina, tessuto costituito sia dalla componente ghiandolare che da quella stromale. Questa forma di malattia, detta endometriosi esterna, si distingue dall'adenomiosi o endometriosi interna, che è caratterizzata invece dalla presenza di mucosa endometriale nello spessore del miometrio.
Non si conosce con esattezza la reale incidenza della malattia, in primo luogo perché sono stati effettuati pochi studi epidemiologici sull'argomento e in secondo luogo perché il 20% delle donne con endometriosi lieve-moderata rimangono asintomatiche tutta la vita e per questo non entrano a far parte della casistica. Si stima comunque che la frequenza della malattia sia intorno al 4% delle donne in età fertile, e del 60-70% se si considerano le donne che soffrono di algie pelviche e/o infertilità.
L'endometriosi predilige le donne con ovaie funzionalmente attive, tende a regredire infatti nella postmenopausa ed è eccezionale il suo riscontro nelle bambine prima della pubertà. La sintesi di ormoni ovarici è essenziale per l'instaurarsi e il progredire delle lesioni endometriosiche, queste infatti, così come la mucosa uterina eutopica, risentono dei livelli circolanti di estrogeni e di conseguenza vanno incontro a fenomeni di proliferazione, sfaldamento e sanguinamento, principali responsabili della sintomatologia dolorosa caratteristica della malattia.
Ancora oggi non si conosce con certezza l'eziopatogenesi dell' endometriosi, per spiegarla sono state proposte numerose teorie ma attualmente le più accreditate sono due:

  • Teoria del trapianto : Sampson nel 1927 ha dimostrato che, durante la fase mestruale del ciclo, una certa quantità di sangue refluisce attraverso le tube all'interno della cavità peritoneale, qui le cellule endometriali per le loro caratteristiche intrinseche e sotto stimolo estrogenico, sono in grado di impiantarsi, proliferare e invadere i tessuti circostanti. In seguito è stato dimostrato3che il reflusso tubarico è presente nel 90% delle donne tanto da poter esser quasi considerato come fenomeno fisiologico, favorito da vari fattori fra cui un flusso mestruale abbondante, la retroflessione dell'utero, la presenza di aderenze intra uterine e la stenosi cervicale. Poiché non in tutte le donne con reflusso si sviluppa endometriosi, significa che altri fattori sono implicati nello sviluppo e progressione della malattia. Tra questi i più importanti sono sicuramente le caratteristiche della cellula endometriale refluita e la capacità di opporsi all'impianto da parte dell'ospite.
    La teoria di Sampson, in ogni modo, spiega in modo soddisfacente le localizzazioni endopelviche ed endoaddominali della malattia, ma da sola non rende ragione della presenza di focolai in sedi anatomiche non raggiunte dal reflusso di sangue (polmone, perineo, setto retto-vaginale).
  • Teoria metaplastica : proposta da Meyer, ipotizza che in alcune donne permangano all'interno dell'organismo residui di epiteli embrionali indifferenziati, di tipo celomatico o mulleriano; questi elementi sembra mantengano la capacità di differenziarsi in tessuto endometriale sotto l'influenza di stimoli di natura diversa: ormonali, irritativi , infettivi o tossici.
    Questa teoria giustifica la presenza di focolai di endometriosi nel setto rettovaginale, nelle donne con agenesia uterina e i rarissimi casi di endometriosi maschile.
    Si ipotizza che la presenza di alcune lesioni extragenitali, soprattutto quelle pleuriche e polmonari, sia da ascrivere alla disseminazione di cellule endometriosiche per via ematica o linfatica.
    E' stata dimostrata inoltre la disseminazione delle cellule dopo interventi di chirurgia pelvica che spiega la presenza di focolai sulle cicatrici laparotomiche o sulla vulva dopo colpoperineoplstiche.
    Da quanto detto è evidente che molti aspetti implicati nella patogenesi dell'endometriosi restano ancora sconosciuti; per questo motivo, nell'ultimo decennio, gli studiosi hanno focalizzato la loro attenzione sull'analisi dei fattori ormonali, genetici e immunologici che influenzano la malattia.


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SEGRETERIA SCIENTIFICA
Dott. Umberto Radaelli
Resp. U.O di Ginecologia
Istituto Clinico Humanitas
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